Giovani mogli nascondono grandi segreti

Non è stata vendetta

Avevo iniziato a sospettare che mio marito mi tradisse da quando i nostri rapporti sessuali si erano diradati.

Sono sempre stata una moglie fedele, per me sette anni di matrimonio sono volati, posso dire di averlo amato davvero.

Ho trovato i messaggi sul suo smartphone. Una certa Giada. Davvero un nome da troia.

Quello che sto per raccontarvi però non ha niente a che vedere con la vendetta.

È stato quello che si dice un evento imprevisto. Sabato mattina, Luca è andato al lavoro, io sono rimasta a letto.

Verso le undici, un po’ depressa, mi sono alzata e sono andata al bar che c’è di fronte al nostro palazzo. Avevo voglia di fare colazione con la faccia al sole.

I nostri amici dicono, con una certa volgarità, che sono una bomba sexy. È così che dicono.

Ma non sono una di quelle mogli esibizioniste. Non mi sono mai servita del mio corpo per avere una vita migliore.

Però sento gli sguardi degli uomini addosso, mi avvolgono come vestiti e mi fanno sentire nuda. Credo di essere una bella donna, il mio seno è piccolo, il mio culo no, ma è quello che mia zia definiva un culo sodo, alto e duro.

Luca quando lo facevamo mi ha sempre presa da dietro, amava il mio culo, e veniva sempre così. E a me piaceva sentirlo scaricarsi là dietro, come agonizzando.

Non che provassi sempre piacere fisico, era più una questione di testa. Venivo perché lui veniva. Sono fatta strana, lo so.

 

Uno stupido agente immobiliare

Mi sono seduta al bar. Allora l’ho visto. È stato un fulmine.

Un colpo di fulmine, no, perché non me ne sono innamorata, quasi non ricordo il suo viso, anche se è passata una settimana.

Era seduto al tavolino, aveva l’aria di un agente immobiliare, con la sua ridicola cravatta azzurra sul completo gessato, le scarpe lucide a punta. Era davvero ridicolo, ma con un sorriso simpatico.

Giuro che non mi ricordo come abbiamo iniziato a parlare, mi sono ritrovata in profumeria con lui che mi aspettava, come fosse Luca. Me lo sono ritrovato addosso nella sua auto, come una coppia clandestina da B-movie degli anni ’80, nel nostro garage.

Stava capitando proprio a me. Mentre mi infilava una mano tra le cosce ho chiuso gli occhi e ho pensato assurdamente che stavo per fare l’amore con Luca.

Poi ho fatto una cosa che non riesco a spiegare. L’ho fermato, mi ha guardata stupita, con la sua stupida cravatta azzurra messa di traverso sullo sparato della camicia bianca, la patta che gli esplodeva e l’aria trasognata.

Mi sono levata il reggiseno. Poi ho alzato la gonna sui fianchi e gli ho preso la testa, l’ho spinta contro la mia vagina e ho lasciato che lui la lavorasse con la lingua fino a quando non ho sentito indurirsi il clitoride.

E poi uno scroscio di cascata, ho chiuso gli occhi, nella testa è esploso il mio orgasmo. Quello che è successo dopo lo potete immaginare.

Ha goduto anche lui, nel suo modo banale, come godono solitamente gli uomini, accontentandosi di scippare alla fica un piacere remunerativo come una paghetta.

Sono andata dal parrucchiere, per premiarmi.

A cena ho preparato a Luca il risotto alla milanese, ne va pazzo.

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