Cosa cerca una schiava sadomaso

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Il sadomaso è un’arte, un aspetto dell’erotismo che trascende dal piacere per focalizzarsi in modo particolare sul consenso reciproco. Il Master è dominatore, decide le esperienze, le situazioni e li impone alla sua Slave che, in un regime di fiducia e sottomissione, seguirà il suo dominatore fidandosi della sua esperienza e sulla responsabilità di contenere il rapporto entro i limiti della conoscenza.
Affinché il piacere sia condiviso da entrambi occorre rispettare una regola fondamentale: il consenso, cioè una sorta di delega morale non scritta che consente al Master di gestire interamente il rapporto e la sottomissione.
Il consenso deriva dalla fiducia reciproca: la Slave si affida completamente al suo dominatore perché è conscia che comunque tutto si svolgerà entro i limiti del piacere reciproco, che, in una sorta di sentimentalismo tra le due persone, anche in contingenze dolorose il fine è il piacere, non il dolore fine a se stesso.
Ma cosa cerca una schiava? Cerca un Master che la capisca, che anche nei momenti di obbedienza totale conduca un gioco che la porterà a esplorare quelle stanze dell’erotismo che le consentono di arrivare a godere nel rapporto.
Per quanto il meccanismo possa apparire impossibile, un rapporto sadomaso condotto come dovrebbe essere, viene gestito con finalità di accettazione delle reciproche nature sessuali.
In questo difficilissimo gioco di ruoli accettare la natura reciproca e rispettarla nei minimi dettagli è fondamentale.

Il Master e la schiava

Ciò è fondamentale: in un vero rapporto BDSM (bondage, dominance, submission, sado-masochism), il dominatore sa che la volontà della sua Slave è nelle sue mani e il suo compito, la sua natura, non può e deve essere quella solamente di imporre la volontà, ma proteggere in ogni momento, tutelare ad ogni costo, in sicurezza, la salute mentale e corporea della ragazza dominata.
Prestate particolare attenzione a questi concetti fondamentali perché se immaginate un rapporto sadomaso solamente come espressione di dolore e sottomissione fine a se stessa, non avete colto la realtà più profonda, appunto quella della gestione di entrambe le volontà da parte del Master. Una schiava sadomaso cerca quindi un uomo che sappia gestire un rapporto di sottomissione conoscendola sino in fondo, imponendole ciò che sa quello che la donna ama.
Per quanto vi possa apparire strano, parliamo di un rapporto d’amore e di scelta tra persone consapevoli e determinate a gestire il proprio ruolo sino in fondo.
Un vero Master non può essere un manipolatore assoluto, ma una persona che gestisce il gioco, le situazione, impone la sua volontà con la consapevolezza che la sua Slave amerà obbedire perché la dominazione si svolgerà all’interno di espressioni sessuali amate da entrambi.
Spesso, nei momenti antecedenti il gioco, è fondamentale nell’evoluzione dei ruoli, condividere pensieri, fantasie, esprimendo la propria sessualità in piena libertà che dev’essere reciproca e il più possibile sincera.
Difficilmente troverete coppie Master and Slave coniugate perché l’unione istituzionale toglie quella possibilità, quella retorica esistenziale che limita la libertà d’espressione tra le parti.
La Slave cerca invece un uomo al quale affidare il suo corpo, le proprie fantasie, la propria voglia di sentirsi considerata negli aspetti più intimi, i propri pensieri più torbidi e vivere i momenti successivi con grande libertà sessuale e naturalezza, sono all’orgasmo che esplode come un geyser, quindi non trattenuto dalle convenzioni ma libero di fuoriuscire con impeto.
La maggior parte delle schiave italiane, per cercare un vero Padrone che le domini e le sottometta nel modo giusto, si affidano al portale di annunci www.schiaveincontri.com , attraverso il quale riescono a mettersi in contatto con i Master più esperti della rete. Questo sito, infatti, è nato proprio con lo scopo di mettere in contatto schiave e padroni, senza troppi giri di parole e, soprattutto, senza rischi o brutte sorprese.

Il gioco di sottomissione tra slave e Padrone

Se immaginate sottomissioni nate e cresciute in ambienti privati di incontri sessuali, siete decisamente fuori strada. La vera sottomissione, prima ancora di indossare latex e manette, utilizzare corde e frustini, gli stereotipi del genere, nasce nelle piccole cose di ogni giorno.
‘Portami il cellulare’, ‘legami le scarpe’, ‘lavami il pene senza eccitarlo’, ‘mettiti le scarpe con il tacco rosse anche se devi camminare su ciottoli’. Queste frasi sono il pane del Master e della schiava, ordini imposti nelle piccole cose che generano e determinano la sottomissione con naturalezza.
La schiava vuole un uomo che sia dominatore sempre, non solamente quando ‘si veste’ da Master, un compagno che le dica in ogni momento trascorso assieme cosa deve fare, imponendolo, sapendo che in questo modo la sua eccitazione, la sua natura, sarà presto ricompensata dal rapporto che avverrà con quella naturalezza dovuta al rispetto e all’integrità dei propri ruoli rispettati sino in fondo.

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