![]() |
loading time |
![]() |
![]() |
![]() ![]()
|
Il complesso processo di riforma della Pubblica Amministrazione, avviato nel nostro Paese agli inizi degli anni ‘90 nel tentativo di superare la crisi finanziaria in cui si trovava, è giunto sino ad oggi con il duplice obiettivo di contenere la spesa pubblica e migliorare l’efficacia degli interventi. Lo scopo, per citare lo slogan del National Performance Review, il grande progetto di riforma promosso negli Stati Uniti da Bill Clinton e Al Gore, è quello di “un’Amministrazione che costi meno e lavori meglio”, ciò corrisponde all’introduzione di logiche che segnano il passaggio a forme di gestione basate sulla programmazione delle priorità, degli obiettivi, delle tipologie e del livello del servizio offerto, caratterizzate da una maggiore attenzione verso i risultati conseguiti e le performance garantite, in relazione ai bisogni e alle attese degli utenti. Questa nuova idea di Pubblica Amministrazione implica il ripensamento delle tradizionali forme di governo e il contemporaneo sviluppo di capacità strategiche e programmatorie nello svolgimento di attività ritenute di pubblico interesse attraverso l’adozione di modalità operative flessibili dirette a fornire ai cittadini servizi su misura, a promuovere lo sviluppo socio - economico del territorio nazionale e ad interagire con numerosi interlocutori secondo una logica di rete improntata al dialogo e alla negoziazione. Si tratta di un processo di dimensione mondiale al quale è stato dato il nome di New Public Management per indicare l’adozione di principi di ispirazione aziendalistica delle tecniche di gestione, pur nella consapevolezza che la pubblica amministrazione resta un’organizzazione pubblica con fini pubblici. Ogni organizzazione deve valutare in modo strategico i punti di forza caratterizzanti la propria attività specifica per indirizzarli verso la piena soddisfazione degli obiettivi prefissati, nel tentativo di creare valore per i propri clienti, ciò riveste importanza, come nelle imprese private, anche nelle istituzione pubbliche al servizio del pubblico. In considerazione dei forti cambiamenti in senso più propriamente aziendalistico che stanno interessando la macchina pubblica, si è, già da tempo, aperta la strada verso la promozione di programmi che favoriscano la diffusione, nelle amministrazioni statali, regionali e locali, delle tecniche e dei sistemi di pianificazione e valutazione strategica, project management, bilancio economico, contabilità analitica e controlli di gestione, che sono supporto necessario per una gestione orientata agli obiettivi. Coerentemente con la rivoluzione legislativa in corso si è avvertita la necessità di recedere obbligatorio sul piano operativo un sistema di gestione per obiettivi anch’esso preso a prestito dal mondo industriale e che nel settore dell’Amministrazione statale, avrebbe dovuto comprendere tre livelli di competenza: - il Ministro, che all’inizio di ogni anno con direttiva generale definisce gli obiettivi strategici, le priorità, i piani e i programmi da realizzare; - i dirigenti generali, che curano l’attuazione dei piani, dei programmi e delle direttive del Ministro, definiscono gli obiettivi gestionali od operativi che devono essere perseguiti a livello inferiore mediante assegnazione delle occorrenti risorse umane, finanziarie e materiali; - i dirigenti, che devono concorrere alla determinazione degli obiettivi gestionali, con riguardo all’unità organizzativa affidata alla loro direzione, formulando le relative proposte al dirigente generale, curandone la realizzazione e monitorando costantemente i risultati conseguiti. Anche nel settore pubblico si apre, quindi, la strada per la definizione e la messa a punto delle strategie. La strategia può essere sinteticamente definita come “un insieme coordinato di scelte destinato ad incidere strutturalmente, in una logica di medio e lungo termine, sul ruolo e sui percorsi evolutivi dell’ente, garantendone un efficace posizionamento rispetto all’ambiente di riferimento all’interno del quale lo stesso si trova e si troverà ad operare”. a cura di Francesca Chiffi |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||