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BUSINESS PLAN


1. Introduzione
2. La struttura del Business Plan.La presentazione sintetica del piano
3. Il Piano Marketing
4. Il Piano di Vendita e il Piano di Produzione
5. Il piano dei costi generali e il piano delle immobilizzazioni
6. Il fabbisogno finanziario e i flussi di cassa.La presentazione sintetica del piano
7. Il Conto Economico, lo Stato Patrimoniale e le conclusioni


dossier Business Plan - prima puntata

Il business plan

Comincia da oggi un viaggio esplorativo nel mondo del "business plan".
Missione: conoscere lo strumento migliore per le aziende che vogliono crescere.

Oggi le piccole e medie aziende, che costituiscono il 95% del panorama imprenditoriale italiano, rivestono ormai un ruolo strategico nella politica economica del nostro Paese; sono quelle che portano all’innovazione, al vantaggio competitivo, sono le prime a recepire i bisogni e a soddisfarli, ma soprattutto possono rappresentare la svolta nello sviluppo economico di un Paese proprio per la loro dinamicità, per la loro innata capacità di cambiare in corsa, di sapersi adattare al ritmo frenetico dell’economia attuale, che spesso chiede all’azienda di mettersi in discussione per affrontare le nuove sfide.

Spesso gli imprenditori sono impegnati nella ricerca continua di nuove possibilità per avviare od espandere la loro azienda.

Qual è il maggior ostacolo, allora, nel raggiungimento di quest’obiettivo? La scarsità di mezzi propri che soddisfino i fabbisogni finanziari di cui necessitano. Così, volgono lo sguardo a fonti finanziarie esterne pubbliche e private.

Il finanziatore potenziale, però, deve avere gli strumenti adatti per poter giudicare la bontà e la fattibilità del progetto di espansione aziendale; il più importante strumento a disposizione dell’imprenditore è il business plan, o piano d’impresa: esso fornisce l’immagine dell’azienda, è lo specchio di ciò che l’impresa vuole essere e aiuta il finanziatore a capire se il credito che viene chiesto potrà concorrere a produrre ricchezza e a permettere il ripagamento del debito contratto; aiuta qualsiasi altro destinatario a comprendere cosa si vuole fare, quali risultati si intendono conseguire.

L’Unione Europea ha tra i suoi obiettivi quello di diffondere l’uso del piano d’impresa come metodologia di analisi e di previsione, in particolar modo a fronte di agevolazioni finanziarie che utilizzano fondi pubblici. In questo senso, ormai in Italia tutte le leggi agevolative, da quelle nazionali a quelle regionali, non solo consigliano, ma pretendono il business plan.

Una buona struttura del business plan, che sia esaustivo, chiaro e dettagliato spesso diventa l’elemento decisivo per il successo dell’iniziativa.

Il business plan è il progetto che motiva, analizza, valuta e riassume l’attività che si desidera intraprendere o lo sviluppo che si vuole imprimere a un’attività già esistente. Il progetto si costruisce quindi attraverso lo studio dell’attività imprenditoriale sotto il profilo strategico, organizzativo, commerciale, produttivo, legale, economico, finanziario e patrimoniale, proiettandone l’esame in un periodo temporale di 3-5 anni.

Il business plan, che rappresenta la giusta impostazione della cultura imprenditoriale, è il modo più corretto di porsi di fronte a una nuova iniziativa perché può limitare il rischio imprenditoriale. E’ uno strumento di lavoro prezioso che risponde a tanti interrogativi: chi si è? cosa si vuole fare? cosa si offre? a chi si mira? come farlo sapere? quali approcci usare? come organizzarsi? su chi appoggiarsi? quanto costa? quando i ritorni? quali i ritorni? perché si pensa di avere successo? quali precedenti esistono? cosa si vuole diventare? quali sono le condizioni sine qua non? cosa mi dà forza e mi convince?

Il cuore di un business plan è rappresentato proprio dalle risposte a questi interrogativi, senza cercare vie di fuga per mascherare mancanza di consistenza.

Da oggi, affronteremo insieme le problematiche legate alla stesura di un business plan, strutturando una "guida passo per passo".

a cura di Dino Salamanna