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  » INDICE DOSSIER
Introduzione
Il nuovo Accordo di Basilea
Che cos’è il rating
L’impatto del nuovo Accordo
Come affrontare la Basilea 2
Strumenti di finanziamento alternativi
Conclusioni


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I Dossier di miranet.it: L'Accordo di Basilea 2a cura di Dott.Donatello Alessio*

Introduzione

Le riforme degli ultimi due anni (diritto societario, diritto del lavoro, tassazione dei redditi, introduzione degli IAS, progetto di riforma del diritto fallimentare, Accordo di Basilea) hanno rifondato i pilastri del nostro sistema economico quale immediata conseguenza di una reazione repentina all’avanzata di economie meno regolamentate, poco appesantite e, pertanto, più competitive.

Si tratta di interventi strutturali di regolamentazione che hanno lo scopo di costruire le basi per un nuovo modello imprenditoriale tant’è che coinvolgono diversi aspetti dell’azienda: la governance ed il controllo, il contenuto e la redazione del bilancio, gli strumenti di finanza d’impresa, il processo di affidamento da parte delle imprese, le condizioni di crisi delle imprese, ecc.

A questo punto, appare superfluo osservare che le nuove regole del gioco impongono una contestuale rivoluzione tanto del modello imprenditoriale quanto delle logiche che lo governano. Dal momento che si tratta di riforme strutturali, non possiamo pretendere effetti immediati anche se i tempi di transizione sono relativamente brevi.

Tra le tante novità che aleggiano sul mondo imprenditoriale, c’è né una che non fa’ molto discutere sebbene è in corso di sviluppo.

Il riferimento è alla Basilea 2, che non è un restyling turistico della ridente cittadina svizzera, ma di un nuovo Accordo del gennaio 2001 (The New Basel Capital Accord) i cui lavori preparatori sono stati avviati nel 1999 dal Comitato, costituito alla fine del 1974 e composto dai governatori delle Banche Centrali dei Paesi del G10, che ha sede presso la BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali), appunto, in Basilea.

Tale Accordo segue (e perciò definito Basilea 2) quello già sottoscritto nel 1988 nel quale si stabilì, in sostanza, che le banche devono accantonare a capitale di vigilanza non meno dell’8% degli affidamenti concessi al fine di prevenire le crisi finanziarie. Nel frattempo si sono aggiunte delle variabili economiche significative, quali la net-economy, la globalizzazione, le diverse operazioni di fusione ed acquisizione (M&A) nel settore bancario, che hanno di fatto accelerato il processo di decadimento del sistema normativo imponendo dei rapidi interventi legislativi.

L’Accordo di Basilea 2, la cui bozza definitiva è stata approvata nel giugno 2004 e la cui efficacia decorre a partire dal 2007, riguarda il mondo bancario e non ha valenza legislativa ma definisce solo delle best practices che dovranno essere recepite dalla normativa di tutti i Paesi firmatari.

E’ ineccepibile che l’adozione da parte dei Paesi aderenti all’Accordo inneschi un effetto domino che coinvolgerà l’intero sistema finanziario mondiale.

L’ambizioso obiettivo assegnato al nuovo Accordo è superare i limiti dell’Accordo del 1988 migliorando il livello di convergenza tra il capitale economico ed il capitale di vigilanza delle banche.

*Consulente Aziendale in Finanza d'Impresa e Controllo di Gestione